Comunicato Stampa del 05/09/2015

Il Comitato No Inceneritore Salerno, in collaborazione con altre associazioni aderenti, è impegnato da anni in campagne di informazione e sensibilizzazione in materia di gestione dei rifiuti a favore di sistemi avanzati di trattamento differenziato che escludono la combustione in un inceneritore, che invece si vorrebbe costruire a Salerno, nei pressi di Pontecagnano Faiano, alle porte dei Monti Picentini.

Apprendere dal Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 49 del 10/08/2015 e da organi di informazione il cambio di rotta voluto dal nuovo Governatore in materia di trattamento dei rifiuti in Regione, con l'esclusione di nuovi inceneritori, non può che generare un grande sollievo tra quanti, associazioni e cittadini, hanno sempre vissuto con preoccupazione scelte di segno totalmente opposto. D'altronde il neo Presidente in questi anni ha affrontato, da Sindaco di Salerno, direttamente il problema, ottenendo buoni risultati con la raccolta differenziata e realizzando uno dei pochi impianti di compostaggio presenti in Campania.

Però c'è ancora uno scoglio da superare. Mercoledì 9 settembre prossimo si terrà una riunione presso la segreteria della Conferenza Stato - Regioni per l'approvazione dello schema di decreto, predisposto ai sensi dell'art. 35 dello Sblocca Italia, che prevede la costruzione di ben 12 nuovi inceneritori a livello nazionale, di cui uno nella nostra Regione. A Roma, quindi, il Governo Centrale vuole ancora incenerire: è lì che la Campania deve VINCERE! Solo dopo festeggeremo. 

NO INCENERITORE!

NON BRUCIAMOCI IL FUTURO

Il Governo ha deciso con Decreto Legge 91/04 di nominare un commissario straordinario per la costruzione dell’inceneritore di Salerno. Il Comitato No Inceneritore Salerno ha immediatamente mobilitato i cittadini per organizzare una serie di attività a cui hanno aderito numerose Associazioni e Comuni del territorio.

Le ragioni del no all’inceneritore sono molteplici e ognuna basterebbe da sola ad allontanare la scellerata idea di realizzare a Salerno un “mega forno” per bruciare rifiuti. Il  territorio è già martoriato da decenni di discariche mai bonificate di rifiuti tossici (Colle Barone - Sardone) e da un cementificio che pure ha bruciato rifiuti.

L’impianto dovrebbe sorgere alle porte di Salerno, in prossimità dell’ospedale, all’ingresso della fertile piana del Sele, ai piedi dei Monti Picentini in terreni da sempre vocati all’agricoltura e i cui noti prodotti raggiungono i mercati di tutta Europa.

Il rischio per la salute delle popolazioni già rappresenta una grande preoccupazione che diventa ancor più angosciante se si pensa a cosa potrà essere bruciato nell’impianto, qualora la CAMORRA decidesse di avviare all’incenerimento i rifiuti tossici fino ad oggi tombati nelle cave e nei terreni.

La cosa che più sorprende è la scelta del Governo di bruciare proprio i rifiuti della Provincia di Salerno dove molto elevate sono le percentuali di raccolta differenziata. L’Europa, dove gli inceneritori sono ormai in fase di dismissione grazie alla raccolta differenziata spinta, insegna che i rifiuti sono una risorsa da cui poter ricavare compost e numerose materie prime seconde, con la creazione di aziende “pulite” che possano dare molta occupazione al contrario di un costoso inceneritore che minaccia la salute e l’economia di un territorio creando esigui posti di lavoro.

Se questo è il “CAMBIAMENTO” che propone il Governo in materia di rifiuti per la Campania, noi rispondiamo con un deciso “NO, GRAZIE ! "